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Interviste al Dieffeteam: Antonella, il volto materno della Dieffetech

È donna, moglie e madre. La prima intervista al femminile la dedichiamo ad Antonella. Dopo varie esperienze anche all’estero è atterrata alla Dieffetech per gestirne la parte amministrativa e contabile.

 

 

Presentati

Mi chiamo Antonella Martorelli, sono una donna, moglie e mamma di 35 anni e vivo a Lodi. Ho scelto di fermarmi in questa città dopo aver vissuto 9 anni a Pavia e alcuni anni a Milano. Ho scelto di studiare lingue moderne a Pavia e qui ho vissuto duranti tutti gli anni universitari e anche dopo finché il lavoro si è spostato a Milano e così ho deciso di spostarmi anch’io. Quando mi sono trasferita a Milano ricordo di aver pensato “ma perché non l’ho fatto prima?”. In realtà Pavia mi è piaciuta tantissimo come città e fino a qualche anno fa pensavo anche di tornarci. Lì ho vissuto gli anni più belli ed è ovvio conservare un ricordo magico, ma Milano ha quel fascino di metropoli che per me, che in realtà arrivo da un piccolissimo paesino della provincia di Agrigento, ha la capacità di stordire e rapire il cuore allo stesso tempo. Tuttavia, la sua Grandezza, non solo fisica, ovviamente, attrae e spaventa nel contempo e così eccomi qui.

Ho scelto di studiare lingue moderne perché sognavo di girare il mondo, di fare uno di quei lavori che ti porta a stare sempre in giro, per scoprire il mondo in tutte le sue sfaccettature. Infatti amo moltissimo viaggiare, perdermi nelle città, nella loro storia passata e presente. Mi piace l’arte, adoro i musei, le mostre, le chiese e le opere d’arte in generale. Quando viaggio mi piace capire come vive veramente la gente del posto nel quotidiano, quali tradizioni si porta dietro. Ogni piccolo viaggio, ogni città visitata, mi fa sentire più ricca dentro. Tuttavia, essendo una ragazza molto con i piedi per terra, la necessità di lavorare per mantenermi gli studi e quel forte senso di dovere, di responsabilità e riconoscenza anche nei confronti di chi mi aveva dato la possibilità di lavorare, pur essendo solo una studentessa di 20 anni, mi hanno portato a rinunciare a quel progetto.

Al termine del primo anno di università, grazie ad un’amica, feci la mia prima esperienza di lavoro all’estero. Trovai lavoro come cameriera in un hotel in Svizzera e ci andai per un paio di stagioni. Rientrata in Italia trovai lavoro come segretaria in una piccola azienda e così ho smesso di andare in giro. Una settimana prima di laurearmi trovai lavoro come segretaria in un’altra azienda e così ho diviso la mia giornata tra i due lavori per un po’ di tempo, finché ho scelto il tempo pieno in questa ultima azienda e qui ho passato gli ultimi 10 anni della mia vita, fino a quando sono diventata mamma e ho deciso di lasciare il mio lavoro a Milano.

 

Come hai conosciuto Dieffetech?

Conosco Dieffetech da quando conosco Francesco che nel frattempo è diventato mio marito e papà della nostra bambina che oggi ha 2 anni.

 

Di cosa ti occupi e quali sono le tue specializzazioni?

Mi occupo di gestire la parte amministrativa e contabile dell’azienda. L’esperienza nella pregressa azienda mi ha dato la possibilità di imparare tantissime cose, ho fatto una dura esperienza sul campo, spaziando nelle molteplici sfere che la gestione di un’azienda comporta. Negli anni sono passata dall’essere una semplice segretaria ad occuparmi, grazie al prezioso affiancamento della consulente del lavoro, oggi mia cara amica, della gestione del personale, con tutte le svariate esigenze connesse a quest’ultima area, all’elaborazione di cedolini paga e sviluppo contributi, al pagamento degli stipendi, alla relazione con gli enti esterni (INPS, INAIL, banche, avvocati, notai, sindacati). Sono stata dipendente, ma anche Responsabile di un team di persone, ma anche datore di lavoro. In un momento di crisi che ha colpito l’azienda mi sono ritrovata anche a gestire da sola l’intera azienda, curando dalla A alla Z il ciclo continuo di attività in essere. 10 anni in un’azienda possono essere pochi o tantissimi, ma di sicuro l’evoluzione che un’azienda subisce in 10 anni ti dà la possibilità di maturare competenze a tutto tondo.

 

Cosa fai appena accendi il PC alla mattina?

La prima cosa che faccio al mattino appena accendo il pc è guardare i conti correnti dell’azienda, registrare le fatture e poi controllare la posta.

 

L’ultima o la più interessante sfida che hai affrontato.

La prima cosa a cui ho pensato leggendo questa domanda è stata la sfida, al tempo del mio ultimo lavoro, con i sindacati.

Ogni incontro era una sfida vera e propria. Il settore in cui lavoravo era sicuramente un settore complicato, delicato e difficile che nasconde molte insidie e sicuramente dei meccanismi complicati. Molti cercano di fare i furbi ed è una corsa a chi ci guadagna di più o chi ci perde di meno. Nei vari incontri a cui ho partecipato Io rappresentavo la parte datoriale e ogni incontro aveva difficoltà ed ostacoli enormi da affrontare. Portare a casa un qualsiasi risultato era ogni volta una partita difficilissima e che dovevi giocare nel migliore dei modi.

 

Cosa ti piace di più della vita in Dieffetech?

La cosa che più mi piace della vita in Dieffetech è lo spirito di libertà che si respira a lavoro. Questo è un aspetto molto importante che sicuramente non tutti conoscono negli ambienti di lavoro. Io l’ho conosciuto anche nel mio precedente lavoro e per me è fondamentale. Ho sempre lavorato in un regime di libertà e flessibilità e francamente non riuscirei a rinunciare a questo privilegio dopo averne apprezzato il valore e l’importanza.

 

antonella

 

La frase che più ti rappresenta.

La frase che più mi rappresenta credo sia “sbagliare è umano ma perseverare è diabolico”.

Riconosco a me stessa in primis e agli altri il fatto di non essere perfetti ecco perché do sempre una seconda possibilità, nel lavoro come nella vita. Sono un po’ più rigida con me stessa che con gli altri perché punto sempre a fare le cose al meglio delle mie possibilità e non digerisco bene eventuali errori commessi. Ma la verità è che solo sbagliando ci si rende conto delle proprie difficoltà, dei propri limiti, delle cose che non vanno e si capisce invece l’importanza e la bellezza delle cose vanno. Sbagliando si riflette, si cresce e si prende coscienza. L’importante, ovviamente, è non reiterare gli errori fatti, ma capirne il senso per non commetterli nuovamente.

 

Un tuo sogno/obiettivo

Il mio sogno è vivere con la mia splendida famiglia in un posto in cui c’è il mare. Il mio obbiettivo è affiancare Francesco nella gestione e nella crescita di Dieffetech.

 

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