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Beacon: cosa sono e come sfruttarne le opportunità

Già ampiamente conosciuta e utilizzata negli USA, la tecnologia Beacon si sta facendo largo anche in Italia e sembra destinata a rivoluzionare molti aspetti della nostra vita.

 

Il termine Beacon ha cominciato a circolare nel 2011 quando la Apple sviluppò e lanciò la tecnologia iBeacon. Si trattava di un sistema di posizionamento indoor, alla quale Google immediatamente rispose con la sua Eddystone. La stessa multinazionale di Cupertino la descrisse come “una nuova classe di trasmettitori, a bassa potenza e a basso costo, che possono notificare la propria presenza a dispositivi vicini con iOS 7 e iOS 8 ”.

A quel tempo la iBeacon sembrava un qualcosa di eccessivamente complesso da mettere in pratica. Ma in nove anni questa innovativa tecnologia è riuscita a fare passi da gigante al punto che, secondo molti, potrebbe rivoluzionare la nostra quotidianità, dal modo in cui visitiamo i musei a quello in cui facciamo shopping.

 

Ma cosa sono i Beacon, a cosa servono e quali nuove prospettive possono offrire ad aziende e utenti?

 

Che cos’è un Beacon e come funziona

 

I Beacon sono delle soluzioni di localizzazione indoor. Si tratta di sensori attivi basati su tecnologia BLE (Bluetooth Low Energy) che hanno la capacità di collegarsi e di trasmettere dati a dispositivi mobile come tablet e smartphone. Tali dispositivi mobili però devono essere dotati di una app per leggere le comunicazioni trasmesse dai Beacon.

Capaci di inviare messaggi a una distanza compresa tra i 10 e i 70 metri circa, il funzionamento di un Beacon si basa, in parole semplici, sulla comunicazione tra due dispositivi diversi.

Il primo, ovvero il presentatore, che può essere un pc, uno smartphone o qualunque tipo di apparecchio dedicato, ha il compito di inviare a ripetizione un determinato messaggio. Il secondo, il ricevitore (l’app smartphone) avvisa l’utente ogni volta che riceve il messaggio trasmesso dal Beacon.

I Beacon, in sostanza, altro non sono che dei piccoli dispositivi hardware BLE compatibili che trasmettono segnali ad alta frequenza sfruttando la tecnologia Bluetooth.

Tali segnali, poi, sono elaborati tenendo conto del posizionamento GPS e ricevuti da uno smartphone dotato di apposita app ogni volta che questo si trova nelle vicinanze.

 

Ma come riescono a comunicare i due dispositivi? Come funzionano i Beacon?

Il radiosegnale inviato dal sensore Beacon e “recapitato” a tutti i dispositivi nei paraggi con Bluetooth attivo contiene un numero identificativo univoco universale (UUID). Questo numero viene a sua volta trasmesso dal dispositivo ricevitore a un server, locale o in cloud, che attiva il messaggio stabilito per quello specifico servizio.

Grazie alla tecnologia Beacon, che risulta essere molto accessibile sia in termini economici che di gestione, è quindi possibile inviare informazioni di diverso tipo, dai semplici messaggi a contenuti multimediali. Inoltre è possibile raggiungere tutti gli utenti che si trovano in un determinato raggio d’azione in real time.

 

Campi di applicazione e utilità

 

I Beacon possono trovare applicazione in moltissimi settori, essendo una tecnologia accessibile dalle alte potenzialità.

Innanzitutto questa tecnologia può essere un asso nella manica per il marketing di prossimità (Proximity Marketing), poiché capace di trasmettere messaggi e promozioni personalizzate, ovvero create sulla base delle abitudini degli utenti.

In questo modo è possibile realizzare campagne pubblicitarie molto più efficaci e coinvolgenti, rivolgendosi a un pubblico interessato nel momento opportuno.

Allo stesso modo, i Beacon possono essere usati “all’inverso”, ovvero per conoscere meglio i propri utenti, per scoprirne le abitudini nella vita reale al pari di quanto i cookies fanno per quella digitale.

Non solo offerte e sconti, con i Beacon è possibile inviare anche informazioni per migliorare l’esperienza di acquisto degli utenti, magari suggerendo prodotti correlati di interesse.

È chiaro che il settore di applicazione dei Beacon non è solo il marketing, visto che questa tecnologia può rivelarsi molto utile anche sul piano informativo e sociale.

Immaginate di trovarvi in stazione o in aeroporto e di non sapere a quale binario recarvi o dove ritirare le valigie; grazie ai Beacon è possibile individuare la vostra posizione e inviarvi le informazioni di cui avete bisogno.

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Ugualmente se vi trovate in un museo o in una galleria d’arte e volete saperne di più sull’opera che state ammirando, grazie ai Beacon potete ricevere direttamente sullo smartphone una guida hi-tech completa di tutti i dettagli.

A questi utilizzi se ne aggiungono molti altri, come ad esempio l’ottimizzazione della gestione dei magazzini o ancora il supporto a persone con disabilità visive che, grazie ai Beacon, possono muoversi più agilmente anche in spazi sconosciuti.

 

Tecnologia Beacon e App

 

Gli ambiti di applicazione dei Beacon sono infiniti e non riguardano, come visto, il solo comparto retail ma realtà diverse che spaziano dai musei alle fiere, dalle scuole agli ospedali.

Conveniente, semplice da utilizzare e molto performante questa tecnologia può quindi rivelarsi estremamente utile ma per sfruttarla è necessario porre attenzione a un aspetto importante, le app.

Come detto, infatti, i Beacon per funzionare hanno bisogno di una app che dialoghi con loro e che, nel rispetto della privacy degli utenti, sia in grado di decodificare e di notificare il messaggio.

Sul mercato esistono oggi alcune app per Beacon capaci di intercettare ogni tipo di Beacon, questo vale soprattutto per i dispositivi Android, mentre per quelli iOS sono necessarie app specifiche per ogni singolo beacon.

In linea di massima, la realizzazione di una app ad hoc è sempre consigliata e questo perché si ha l’opportunità di personalizzarla e di renderla più performante.

Lo sviluppo e l’implementazione di una Beacon App per una specifica azienda può permettere, ad esempio, di incrementare la personalizzazione dei messaggi, di definire la tipologia di Beacon o di determinare interazioni con altre applicazioni o risorse presenti sullo smartphone degli utenti.

La personalizzazione, in sostanza, è il motivo principale per il quale le app ad hoc sono da preferire a quelle “standardizzate”; d’altra parte il senso primario di questa nuova tecnologia è proprio quello di offrire soluzioni personalizzate in real time.

Abbiamo parlato di sviluppo app, e anche della tecnologia beacon, durante uno dei nostri webinar: guardalo ora!

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