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Outsourcing o insourcing:
qual’è la strategia migliore per il tuo reparto ICT?

Con lo sviluppo delle tecnologie della comunicazione e l’avvento della globalizzazione si sono aperti numerosi scenari possibili davanti a chi gestisce un’azienda e le sue risorse. Una delle scelte importanti che spetta al CEO e al responsabile IT di quasi ogni azienda è l’organizzazione del reparto ICT che può essere in outsourcing o in house. Vediamo ora i pro e i contro dell’uno e dell’altro per trovare una soluzione ottimale a seconda delle esigenze dell’azienda.

 

Reparto ICT in house – vantaggi

 

L’era gloriosa del reparto ICT (Information and Communication Technology), anzi IT interno risale agli anni Cinquanta e Sessanta in cui regnava il fordismo con la catena di montaggio. Infatti le IT trattavano dati prettamente numerici, in maniera deterministica e riconducibile ad una ricombinazione precisa attraverso l’espressione in bit. Tutt’oggi ritroviamo le IT nella burocrazia pubblica, nelle banche, nelle assicurazioni.

Avere un reparto interno seguito da un suo responsabile permette al top management di monitorare i propri dipendenti e gli eventi esterni in modo molto preciso e puntuale, assicurandosi un controllo totale su tutti i processi e su tutte le variabili disciplinabili. Infatti, anche dopo la crisi del fordismo negli anni Settanta e l’avvento della new economy e quindi delle ICT, tante grandi aziende hanno preferito di mantenere quel reparto al loro interno, piuttosto che all’esterno, per avere un maggiore controllo su tutta la macchina burocratica per far crescere un sistema coerente e centralizzato e per espandere le dimensioni e il raggio di azione dell’azienda. Il reparto ICT interno presenta allora tutti questi vantaggi per le grandi aziende (oltre 250 dipendenti) in cui il reparto ICT ha un ruolo molto importante ed è meglio avere un controllo totale su di esso potendo anche sfruttare le economie di scala.

 

 

Reparto ICT in house – svantaggi

 

L’avvento delle nuove tecnologie informatiche e telematiche ha portato la possibilità di operare in un mercato globale a minori costi di gestione e lo svincolo da uno spazio fisico definito. Che cosa significa questo? Significa che un’azienda che decide di avere il reparto ICT interno spesso si troverà a dover affrontare maggiori costi di manutenzione del reparto rispetto a chi lo esternalizza: a partire dalle buste paghe che dovranno essere abbastanza elevate per tutto l’anno, anche quando c’è meno lavoro, fino ai costi fissi derivanti da tutti gli strumenti di lavoro (hardware e software), per non parlare dei costi di struttura e di affitto che una struttura dovrebbe pagare per ospitare un gruppo di programmatori e specialisti dell’ICT.

 

Reparto ICT in outsourcing – vantaggi

 

Il reparto ICT in outsourcing presenta numerosi vantaggi. Prima di tutto tende a valorizzare le persone e le loro competenze che più facilmente si adattano alle necessità di un dato cliente offrendogli una maggiore flessibilità di lavoro, orari e soluzioni. In secondo luogo, l’esternalizzazione dei servizi di ICT riduce il rischio che in tal caso diventa condiviso tra entrambe le parti: un’azienda che offre servizi di ICT deve fare di tutto per non tradire la fiducia del suo cliente eseguendo il proprio lavoro secondo gli standard e le tempistiche concordate, altrimenti rischia di perdere il lavoro che verrà affidato poi ad un’altra azienda concorrente. In terzo luogo, il rapporto qualità-prezzo è decisamente più conveniente nel caso del reparto ICT in outsourcing – il cliente dovrà pagare solo le ore dedicate alla realizzazione del progetto o manutenzione del servizio che troverà nella fattura finale, scritte nero su bianco.

Trovare un buon reparto ICT in outsourcing  significa poter contare su un gruppo di bravi programmatori seguiti da uno o più project manager che sanno esattamente a che punto un cliente si trovi e di quali risposte abbia bisogno.

 

 

Reparto ICT in outsourcing – svantaggi

 

Ovviamente non è tutto oro quello che è outsourcing e non tutte le aziende offrono un servizio di qualità. Che cosa significa questo? Significa che fare una scelta sbagliata nell’esternalizzare i servizi di ICT può causare delle difficoltà fino ad arrivare a subire una grossa perdita, non solo in termini economici, ma anche in termini dell’immagine aziendale. Quest’ultima infatti viene sempre sostenuta dalle tecnologie che stanno dietro tutti i sistemi. A partire dai semplici siti aziendali fino ai software gestionali più sofisticati. Un team ICT esterno che non è in grado di capire urgenza e di risolverla subito è un grosso rischio per ogni azienda, che sia piccola o grande. Inoltre, facendo affidamento esclusivamente sull’esternalizzazione IT, un’organizzazione continua a dipendere dai suoi fornitori senza essere in grado di sviluppare capacità IT interne e, perciò, non potendo integrarle con le strategie aziendali.

 

Outsourcing & insourcing mix

 

Secondo Francesco Scribano di IBM Italia, «le aziende hanno sempre più coscienza dell’importanza di strategie basate su modelli di sourcing differenziati in funzione delle specifiche esigenze di business. Inoltre, molte organizzazioni hanno maturato la capacità di governare i processi IT. Questo permette di adottare modelli misti di soluzioni in house e outsourcing, ottenendo il massimo in termini di qualità del servizio erogato, time to market e costi». Per questo, vi sono tipi di lavoro che possono passare da una modalità in outsourcing a una di insourcing e viceversa. Una soluzione ottimale per le medie e grandi imprese che hanno bisogno sia del reparto ICT interno che quello esterno per gestire la complessità di lavori e di progetti.

 

Programmatore in ousourcing

 

Abbiamo parlato delle principali soluzioni per organizzare il reparto ICT. Qual’è la soluzione migliore? Dipende. Dipende dalla dimensione dell’azienda, dal core business, dalla predisposizione a modificare la propria struttura interna e soprattutto dagli obiettivi che si vuole raggiungere. Il reparto ICT in outsourcing oppure misto con il reparto insourcing può rappresentare una mossa strategica per le medie e grandi aziende se scelto bene e secondo alcuni criteri.

 

Come scegliere il reparto ICT in outsourcing?

 

Nello scegliere il reparto ICT in outsourcing bisogna cercare fondamentalmente due qualità: la competenza tecnologica e l’approccio umano. Può sembrare una strana combinazione per un Responsabile IT o CEO di un’azienda che a volte pensano che basti trovare delle persone brave e preparate di qualche società conosciuta che conoscano tutti i linguaggi della programmazione per poterli affidare la gestione ICT. In realtà, per quanto le competenze tecnologiche siano fondamentali, non bastano da sole per una buona gestione del servizio in outsourcing. Non è detto neanche che le società più affermate e importanti siano per forza dei partner migliori rispetto a realtà meno conosciute. Oltre alle competenze tecnologiche sono necessarie delle qualità umane di ascolto, empatia, problem-solving e gestione dello stress.

 

reparto ict in outsourcing customer care

 

Alla base del rapporto fornitore-cliente ci devono essere sempre trasparenza ed etica professionale. Il “fornitore” deve saper dare anche dei consigli utili nell’adozione delle tecnologie IT. Inoltre deve avere un team di programmatori bravi nel dare delle risposte rapide alle urgenze e agli imprevisti che possono sorgere nel corso del tempo. Tali qualità mettono le fondamenta per costruire delle partnership forti, solide, durature e profittevoli in cui le due aziende sviluppano una tale sintonia da sembrare una cosa sola, i programmatori diventano dei colleghi sempre disponibili e la distinzione tra interno ed esterno tende a perdersi. Dieffetech è sicuramente un ottimo esempio di un reparto ICT in outsourcing che ha sposato questo approccio. Sul sito aziendale trovi numerose video testimonianze di nostri partner che si sono affidati a noi e hanno raggiunto successo grazie alle nostre soluzioni. Se hai domande non esitare a contattarci. Insieme possiamo trovare una soluzione ideale per la tua azienda.