Occorre fare una distinzione tra quello che significava essere online fino a qualche anno fa, diciamo nell’era pre-social, e quello che invece è il significato odierno della presenza online.
Fino a qualche anno fa, prima dell’avvento dei social network e della pervasività dei device mobili che si connettono ad Internet, avere una presenza online significava in buona parte avere un sito internet idealmente ben ottimizzato per i motori di ricerca, con una sezione “Contatti” con, forse, un indirizzo di posta elettronica, ma soprattutto il numero di telefono e di FAX. Insomma un sito vetrina.
Il personal computer prima e il cellulare poi, non erano visti ai loro esordi come delle risorse, la mail non era presidiata costantemente, soprattutto nelle realtà più piccole. I vari strumenti funzionavano in modo slegato tra loro.
Invece oggi un sito internet può avere tante declinazioni secondo l’attività che viene svolta: può essere il solito sito statico, può essere un e-commerce, un blog ma resta importante che sia ottimizzato per piacere ai motori di ricerca. A seconda del formato sarà poi necessario alimentare il sito con contenuti adeguati e costanti.
Poi ci sono i social network: e anche questi mutano, nascono e muoiono. Ad esempio, si pensava che Google+ dovesse essere il social network per eccellenza per le aziende…mentre invece non esiste più. Ognuno ha le sue caratteristiche, i suoi tempi, i suoi “toni”, insomma devi studiare con attenzione la tua presenza social.
E la pubblicità? Campagne su Google Ads, Facebook, Instagram. LinkedIn, Twitter, anch’esse da pianificare una per una di modo che raggiungano chi davvero è interessato al tuo messaggio o al tuo prodotto.
In sostanza ci sono una miriade di strumenti da orchestrare secondo quella che è la tua strategia.
Una volta capito cosa voglia dire essere online, veniamo alla prima vera domanda che devi farti: essere o non essere online? Questa domanda ancora oggi ha senso porsela, nonostante la premessa appena fatta.
Ovviamente devi tenere conto del contesto storico in cui ci troviamo, con la tecnologia che fa praticamente parte del nostro quotidiano. Bisogna anche considerare il tempo in cui le persone restano connesse a Internet.
Ma per poter dare una risposta concreta a questa domanda esistenziale devi farti un’altra domanda: Può la mia presenza online influire sull’aumento del fatturato?
La risposta non è sempre per forza affermativa. Ad esempio, se il tuo target di riferimento non è avvezzo agli strumenti digitali quindi non naviga online allora potrebbe non avere senso esserci. O ancora, se il tuo business si basa ancora fortemente sulla presenza sul territorio di account e venditori, forse la tua presenza online non è estremamente strategica.
Perché alla fine, siamo qui per un unico motivo ed è quello di fare business.
Diamo ora per scontato che per il tuo business avere una presenza online possa essere una scelta strategica, chiediti quindi come deve essere questa presenza.
Il consiglio è molto semplice: non urlare perché tanto non serve. Non è sparando nel mucchio o cercando di farsi vedere e sentire da tutti che si raggiunge il risultato desiderato.
Tuttavia resta importante farsi trovare, perché puoi avere il prodotto/servizio migliore del mondo ma se nessuno ti trova, nessuno verrà a saperlo.
Quindi la presenza online deve essere pensata, con uno scopo e appunto una strategia precisa.
Per poter capire meglio come impostare la propria presenza online, è importante riprendere velocemente il concetto di Digital Customer Journey. Letteralmente stiamo parlando del viaggio digitale del nostro cliente che instaura una relazione con il nostro brand.
Immagina il tuo cliente ideale. Non ti conosce, non ha mai sentito parlare di te, quindi non puoi aspettarti che veda un tuo post sul social o legga un articolo sul blog e diventi immediatamente un cliente fidato. Ci sono degli step che compongono questo viaggio.
Ci sono varie scuole che individuano 3 step, chi 4, eccetera. In questo caso ne indichiamo 5, come illustrano diversi specialisti del digital. E 5 sono i momenti che caratterizzano la scelta del consumatore:

Quanto detto sopra è declinabile anche sul web?
La risposta è ovviamente sì. I punti di contatto sono ormai talmente tanti che puoi toccare ogni step anche con strumenti digitali. L’intero impianto di marketing di un’impresa imposta la comunicazione per ogni singola fase in cui il consumatore viene identificato, strutturando per ciascun punto anche i relativi touchpoint.
Il sito internet assieme ai social è, per un numero non trascurabile di business, il principale punto di interazione con gli utenti. Una volta identificati quali sono i punti di interazione online, è necessario effettuare un’analisi di dettaglio di ogni punto di accesso.
Vediamo ora gli step per farsi trovare online.
Che cosa vuoi ottenere dalla tua presenza online?
Non ci si sofferma abbastanza su questo punto, ma è il più importante per poter impostare la propria strategia. Ovvio che nell’immediato verrebbe da rispondere subito “aumentare le vendite” perché vendere è il fine ultimo. Ma tu puoi/vuoi vendere su Facebook ad esempio? Magari la tua presenza su quel social dovrebbe avere un altro obiettivo.
Gli obiettivi poi devono essere REALISTICI e MISURABILI seguendo il metodo S.M.A.R.T.
Una volta chiarito in linea generale come deve essere il tuo obiettivo, analizzane i componenti principali:
Non puoi arrivare a tutti, non ti interessa arrivare a tutti probabilmente. Devi avere ben chiaro chi è il tuo cliente ideale. Devi definire le tue buyer personas per identificare in modo dettagliato i tipi di clienti con cui vuoi interagire.
Cosa ti differenzia dalla concorrenza, cos’hai tu che nessun altro offre, cosa ti rende unico? Rispondere a questa domanda non è semplice, ma è la UVP che ci fa emergere dal resto – senza urlare.
Non dire di essere leader… sono tutti leader al giorno d’oggi e, dato il significato stesso della parola, non è possibile.
Cerchiamo di descriverci in modo più emozionale, per arrivare alle persone senza dichiarare di essere i migliori in assoluto per quel settore quando magari non è vero. Ne va della reputazione. Poniamo l’attenzione su cosa veramente ci differenzia, ci caratterizza, su qualcosa che poi il cliente troverà davvero.
Ora che hai capito a chi vuoi arrivare e cosa vuoi comunicare, devi decidere dove essere presente.

Anzitutto assicurati di aver registrato la tua azienda a servizi online quali Google My Business o Bing for Places. Sono strumenti gratuiti e facili da usare che permettono alle aziende di aumentare la loro visibilità online e farsi trovare più velocemente. Avere questo profilo è essenziale per chi ha un negozio fisico. Vengono raccolte informazioni come l’indirizzo il numero di telefono, alcune foto, eventuali recensioni a cui è possibile rispondere e il sito web.
E appunto il sito web è un altro “luogo” dove possiamo essere presenti. Il sito si può declinare in vari modi: sito vetrina, e-commerce, blog e altro. Quando imposti il tuo sito non devi pensare di strutturarlo come piace a te o come ritieni che vada bene per i tuoi utenti. Piuttosto devi chiarire cosa vuoi che l’utente che atterra sul tuo sito faccia in ciascuna pagina.
Sicuramente non vuoi rendere l’utente frustrato mentre è alla ricerca di qualcosa che puoi offrire.
Bisogna offrire all’utente un’esperienza piacevole, e quindi servirà elaborare un’interfaccia intuitiva con una struttura semplice. Per tutto questo occorre analizzare quella che sarà l’esperienza utente e di questo abbiamo parlato in precedenza.
Attenzione poi agli aspetti tecnici. Il sito dovrà essere veloce nel caricamento e dovrà essere mobile responsive, ovvero si dovrà adattare in tutte le sue parti a seconda del device da cui verrà visitato.
Valutare la velocità di caricamento del sito e delle sue pagine e verificare che sia mobile responsive sta diventando sempre più fondamentale per piacere ai principali motori di ricerca, che, in caso non fornissimo un servizio online decente ci penalizzerebbe non poco.
Facciamo poi questa considerazione: oltre al sito internet, per il tuo business potrebbe essere strategica anche una applicazione? Anche in questo caso vanno valutate le esigenze dell’utente in linea con quello che tu puoi offrire, nulla vieta di rivolgersi a una società di sviluppo anche solo per valutare la cosa. Tenendo conto che si tratta di un investimento importante, non solo in termini di denaro, ma anche in termini di gestione della app.
Abbiamo parlato dello sviluppo di applicazioni mobili in un nostro webinar.
Altro luogo in cui poter essere presenti sono i social network. Ce ne sono di diversi tipi, con diversi tipi di contenuti rivolti a un diverso pubblico. Bisogna pertanto chiedersi su quali social può avere senso essere presenti con la propria attività, con quali obiettivi e con quale frequenza distribuire i contenuti. Un’idea potrebbe anche essere quella di creare una propria community all’interno di un social, tramite un gruppo.
Si può essere online sui social con pagine aziendali oppure con il profilo personale. I due modi possono benissimo co-esistere, ma la tendenza è quella di prediligere contenuti più personali, che facciano associare l’azienda a uno o più volti, solitamente quello del titolare. E qui entra in gioco il concetto ormai fondamentale di personal branding, che abbiamo trattato in un nostro webinar.
A seconda del settore in cui operi ci possono essere altri luoghi online dove poter essere presenti. Esistono siti specializzati, forum (che a differenza di quanto si pensi vanno ancora moltissimo), i media online come magazine, blog di giornalisti specializzati, marketplace in caso si voglia vendere online e altro ancora. È importante portare avanti una continua ricerca di quello che il mondo del web ci mette a disposizione e capire dove potrebbe venire a cercarci il nostro cliente ideale.
Una volta capito dove devi essere, devi impostare i tuoi contenuti.
La prima cosa da fare è individuare le parole chiave e le frasi chiave che caratterizzano il tuo settore/prodotto/servizio.
Ecco un consiglio molto semplice: fai una lista delle parole e frasi chiave che l’utente potrebbe cercare sui motori di ricerca. Per farlo ci sono innumerevoli tool anche gratuiti. La primissima cosa da fare è, navigando in incognito dal tuo browser iniziare a digitare una parola inerente al tuo business e vedere i suggerimenti di Google.
Da questa e da altre ricerche potrai creare la tua lista di parole e frasi chiave per elaborare i tuoi contenuti in ottica SEO. Ovvero creare contenuti che piacciano ai motori di ricerca. Abbiamo parlato anche di contenuti, in questo webinar.
Una volta fatto l’immenso lavoro di aver individuato i termini chiave per i propri contenuti, non resta che iniziare a crearli! I contenuti si differenziano per tipo di piattaforma. È importante creare un piano editoriale per ciascuna piattaforma e cercare ove possibile di alternare le diverse tipologie di contenuti. I contenuti poi devono essere, seppur in linea con il tone of voice di ciascuna piattaforma, di ispirazione, educativi, divertenti e convincenti. Insomma devono informare e intrattenere.
Un consiglio utile per quando progettiamo la nostra presenza online e quando creiamo contenuti è quello di mantenere una certa semplicità.
La verità profonda per fare qualunque cosa sta nella semplicità.
Quindi parole troppo complesse e frasi lunghe e articolate, così come uno stile ampolloso e una struttura grafica troppo ricercata sono da evitare quando scriviamo.

Hai creato la presenza online, hai un sito, delle pagine sui social, un blog o altro… non ti resta che farlo sapere al tuo target! Come attirare il pubblico?
Facendo arrivare i tuoi contenuti ad esso. Anzitutto per farsi conoscere ci si fa pubblicità e online è possibile in moltissimi modi.
Principalmente si tratta di campagne basate su un sistema d’asta, in cui puoi definire il pubblico a cui vuoi arrivare e puoi scegliere dove apparire. Insomma fai un’offerta per arrivare a un pubblico definito più ampio di quella che sarebbe la tua “portata organica”.
Un altro modo molto efficace, se ben strutturato, per aumentare il coinvolgimento degli utenti è quello dell’e-mail marketing e delle newsletter. Ovviamente serve crearsi un database con contatti di valore o si rischia di lavorare molto sulla creazione di contenuti da inviare a un pubblico non in target. Le email possono avere obiettivi diversi a seconda della fase in cui si trova il nostro utente nel suo customer journey.
L’esempio più banale è quello della mail contenente un incentivo inviata a un utente che ha riempito il carrello senza ultimare l’acquisto. La mail può quindi essere informativa ma anche più coinvolgente.
Per ottenere gli indirizzi email e in generale i contatti delle persone, è importante offrire qualcosa in cambio, qualcosa di valore.
Infine, tutte le azioni indicate sopra per essere online, che hanno un obiettivo ben preciso, vanno analizzate nei risultati.
È importante tenere traccia di tutte le azioni intraprese in modo da poter regolarmente verificare i risultati. Se si parla del sito web, tool come Google Analytics ci possono dare una visione molto dettagliata di quello che fa il pubblico, lo stesso tool può essere associato anche a Google Ads per avere un’analisi approfondita dell’efficacia o meno delle campagne.
Abbiamo detto che gli obiettivi devono essere misurabili e i tool online ci permettono di capire cosa sta funzionando e cosa invece va modificato.
L’importante è continuare a provare, non aspettarti che tutto funzioni alla perfezione al primo colpo, bisogna trovare la ricetta giusta per te, il tuo settore e il tuo pubblico. Devi inoltre tenere in considerazione che tutto dovrà sempre evolvere in qualche modo. Non si può pensare che una campagna potrà dare lo stesso tipo di risultato troppo a lungo.
Insomma, essere online può essere vitale per il business, ma non è così banale!
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