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Workshop AI per manager: perché l’AI in azienda ha bisogno di un percorso

di Francesco Desiderio · · 5 min di lettura

I responsabili delle aree aziendali di NAZCA in sala riunioni alla fine del workshop sull’AI, davanti allo schermo con la presentazione di Dieffetech

Un workshop AI con i 23 responsabili di NAZCA mostra perché serve un percorso: alfabetizzazione, consulenza e formazione, sviluppo e affiancamento.

Oggi l’intelligenza artificiale in azienda la usano in tanti. C’è chi la apre per scrivere un’email, chi per riassumere un documento, chi per preparare una presentazione. Il problema è il modo: ognuno per conto suo, ogni tanto, con lo strumento che preferisce e senza regole chiare su quali dati si possono inserire e su chi risponde del risultato.

Questo uso in ordine sparso, che spesso si chiama shadow AI, ha due limiti. Il primo riguarda i rischi: se nessuno ha deciso cosa si può condividere con uno strumento di AI, ognuno lo decide da solo, e non sempre bene. Il secondo riguarda i vantaggi: quello che una persona scopre resta a lei e non diventa un modo di lavorare dell’azienda.

Il salto arriva quando c’è un percorso. Te lo racconto partendo da un workshop che ho tenuto da poco.

Tre ore con tutto il management di NAZCA

Sono stato da NAZCA, azienda di facility management, per un workshop sull’AI con i 23 responsabili delle diverse aree aziendali. Per tre ore tutto il management si è fermato a parlare di intelligenza artificiale.

Ci vuole visione per farlo, e il merito è di Vincenzo Noviello, il CEO. Ha deciso di dedicare tempo a questo tema adesso, invece di rimandarlo a un momento più tranquillo, che di solito non arriva mai.

Il mio compito era mostrare casi d’uso reali dell’AI, che portano vantaggi concreti nel lavoro di ogni giorno. Il risultato più bello però l’hanno raggiunto i responsabili: alla fine sono stati loro a tirare fuori una serie di idee di applicazione. Più che una lezione è diventato un confronto vero tra colleghi, con tanta voglia di mettersi in gioco.

Grazie ancora a Vincenzo per la fiducia e a tutta la squadra NAZCA per l’energia che ci ha messo.

Le idee migliori arrivano dalle persone

Da quella giornata porto a casa una cosa che vale per qualsiasi azienda. I processi li conosce meglio di tutti chi ci lavora ogni giorno. Chi viene da fuori può mostrare cosa sa fare l’AI; capire dove serve davvero spetta a chi conosce il lavoro dall’interno.

Per questo le idee migliori arrivano quando coinvolgi le persone, invece di calare l’AI dall’alto. Quando capiscono cosa può fare uno strumento, iniziano a vedere da sole i punti del loro lavoro in cui può aiutarle. E un’idea nata nel proprio reparto si porta avanti con un’altra convinzione rispetto a una decisa altrove.

Il percorso in quattro passi

Un workshop accende l’interesse. Per trasformarlo in risultati serve un percorso, e il nostro è fatto di quattro passi.

1. Alfabetizzazione

Si parte dalle basi comuni: cos’è l’AI generativa, cosa sa fare e cosa no, quali rischi comporta e quali regole servono su dati e responsabilità. Serve perché senza un linguaggio condiviso ognuno resta con la propria idea dello strumento, e le regole non si riescono a scrivere. L’alfabetizzazione AI è anche tra le misure che l’AI Act chiede alle aziende che usano questi sistemi, in proporzione a ruoli e rischi.

2. Consulenza e formazione sui casi reali dell’azienda

Il secondo passo guarda al lavoro della tua azienda. Con la consulenza sull’intelligenza artificiale individuiamo insieme le attività in cui l’AI porta un vantaggio e decidiamo da quali partire. Con la formazione AI le persone imparano a usare gli strumenti proprio su quelle attività: la mattina mindset e teoria, il pomeriggio i casi pratici dei partecipanti, così il giorno dopo ognuno trova lo strumento già configurato su una serie di attività. Serve perché un esempio generico si dimentica, mentre un caso preso dal proprio lavoro si usa da subito.

3. Sviluppo delle soluzioni

Alcune idee si realizzano con gli strumenti che ci sono già. Altre richiedono qualcosa in più: un’automazione, un collegamento con il gestionale, un agente AI che lavora sui documenti. Qui entra in gioco lo sviluppo software, il nostro mestiere dal 2012. Serve perché alcune delle idee più utili restano sulla carta se nessuno le costruisce.

4. Affiancamento continuo

L’AI cambia in fretta, e i processi di un’azienda pure. Con l’affiancamento continuo restiamo accanto alla Direzione nel tempo: seguiamo l’adozione dell’AI, valutiamo le nuove idee e decidiamo insieme i passi successivi. Serve perché il lavoro con l’AI non finisce il giorno in cui uno strumento entra in uso.

Un passo alla volta, con le persone

Con un percorso così i primi risultati arrivano in poco tempo e, soprattutto, le persone ci arrivano accompagnate, un passo alla volta, senza sentirsi scavalcate.

Il workshop in NAZCA è stato un buon inizio proprio per questo: il CEO ha messo il tempo, i responsabili ci hanno messo le idee.

Da dove partire nella tua azienda

Se nella tua azienda l’AI si usa già in ordine sparso, o se vuoi coinvolgere il management prima di decidere come adottarla, parliamone. Scrivici a info@dieffe.tech o dalla pagina contatti: partiamo da come lavora oggi la tua azienda e capiamo insieme da quale passo cominciare.

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